1)
TRAVAGLIO VS PREVITI (1° grado)
tipo:
Metodo Travaglio, riportare solo parzialmente i fatti per piegarli alla propria tesi; diffamazione
ottobre 2008:
Travaglio condannato per aver diffamato Previti
Il tribunale di Roma ha condannato il giornalista Marco Travaglio (collaboratore tra l'altro della trasmissione di Rai2 «Anno Zero» condotta da Michele Santoro) a 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa per diffamazione ai danni dell'ex ministro della Difesa e parlamentare di Forza Italia Cesare Previti in relazione ad un articolo pubblicato dal settimanale «L’Espresso» il 3 ottobre del 2002 dal titolo: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia».
Questo è l'articolo:
«Patto scellerato tra mafia e Forza Italia»
Il passo incriminato è questo:
Cita:
Quello che avrebbe potuto diventare un altro Buscetta non parlerà più. Una fuga di notizie, quasi certamente di provenienza "istituzionale", ha avvertito Cosa Nostra del pericolo incombente. Solo Riccio può ridargli la voce. Cosa che fa attraverso i suoi appunti tutti scritti con inchiostro verde e le testimonianze. Senonchè, nel marzo 2001, viene convocato nello studio del suo avvocato, Carlo Taormina, per una riunione con Dell'Utri e il tenente Carmelo Canale, entrambi imputati per concorso esterno in mafia. Riccio denuncia subito il fatto alla Procura di Palermo: «Si è parlato di dare una mano a Dell'Utri. Io avrei dovuto dire che l'Ilardo non mi ha mai parlato di Dell'Utri come uomo di mafia, vicino a Cosa Nostra». In più Riccio deve dimenticarsi la mancata cattura di Provenzano. In cambio gli viene promesso un aiuto per rientrare nell'Arma e per ottenere "la rimessione del mio processo". «In quell'occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Teormina era presente anche l'onorevole Previti». Taormina ammette il colloquio ma nega quelle pressanti richieste al cliente. In ogni caso, Riccio cambia avvocato.
Riccio e e il suo ex difensore Taormina si rivedranno presto, a Palermo, per testimoniare al processo Dell'Utri.
Travaglio
replica alla condanna dicendo:
Cita:
«In realtà non me l’aspettavo. Non ho sottomano l’articolo che feci ma ricordo bene. Riportai le dichiarazioni del colonnello Riccio del Ros, il quale a verbale aveva detto alla Procura di Palermo di avere partecipato ad una riunione, credo nello studio dell’avvocato Taormina, nella quale si doveva vedere come sistemare certe faccende che riguardavano Dell’Utri. E disse che quel giorno era presente nello studio anche l’avvocato Cesare Previti. Lo ha testimoniato anche in udienza, ribadendo che Previti non aveva fatto niente di male. Io registrai la cosa ma senza aggiungere nulla. Quindi non ho detto che Previti aveva fatto, quel giorno e in quella circostanza, qualcosa di male. Forse è il pezzo in cui, più che negli altri, mi sono occupato di Previti più di sfuggita. Il pezzo in cui sicuramente l’ho trattato meglio».
Quindi... Travaglio dice di aver semplicemente
riportato (fate attenzione a questo passaggio perchè spiega tutto) le parole del colonnello Riccio, che dimostrano che Previti era presente a quella riunione in cui tentarono di aggiustare le faccende che riguardavano Dell'Utri.
Risottolineo: Travaglio ha
riportato una testimonianza.
Travaglio
aggiunge poco dopo:
Cita:
più che commentata, andrà appellata nella speranza che sei occhi in Corte d'appello vedano meglio dei due del giudice monocratico
Quindi accusa il giudice di aver sbagliato a condannarlo! Un comportamento un po' insolito per chi dice che le sentenze vanno sempre rispettate

Qualche tempo dopo, escono le
MOTIVAZIONI della sentenza:
Cita:
Questo il passaggio cruciale del provvedimento: "La circostanza relativa alla presenza dell'onorevole Previti in un contesto di affari illeciti e di pressioni indebite è stata inserita nel corpo dell'articolo mediante un accostamento indubbiamente insinuante con l'effetto di gettare una pesante ombra sul ruolo avuto da Previti in quella specifica situazione e con chiara allusione ad un suo coinvolgimento nlla vicenda, acquisendo perciò una evidente connotazione diffamatoria".
Scrive ancora il giudice: "Dai verbali delle dichiarazioni rese dal colonnello Riccio risulta che questi richiesto più volte di precisare se in quella occasione in cui si discuteva della posizione di Marcello Dell'Utri in relazione a quanto appreso da Ilardo circa i rapporti tra lo stesso Dell'Utri e Cosa Nostra, fosse presente presso lo studio dell'avvocato Carlo Taormina anche l'onorevole Previti, ha dapprima escluso che Previti fosse presente. Poi chiariva di non essere in grado di ricordare se lo avesse visto in quella o in altra occasione ma solo per un attimo, precisando che Previti comunque non aveva partecipato in alcun modo all'incontro o ascoltato la conversazione".
"E' evidente - conclude il giudice - che l'omissione del contenuto integrale della frase di Riccio, riportata solo parzialmente nell'articolo redatto da Travaglio ne ha stravolto il significato. Travaglio ha fornito una distorta rappresentazione del fatto riferito dalla fonte le cui dichiarazioni lette integralmente modificano in maniera radicale il tenore della frase che nell'articolo è stata agganciata ad arte in maniera parziale subito dopo la descrizione del nebuloso contesto di intrecci relativi ad affari illegali, al precipuo scopo di insinuare sospetti sull'effettivo ruolo svolto da Previti".
"Le modalità di confezionamento dell'articolo risultano peraltro singolarmente sintomatiche - secondo il Tribunale - della sussistenza in capo all'autore di una precisa consapevolezza dell'attitudine offensiva della condotta e della sua concreta idoneità lesiva della reputazione di Previti".
Che cos'è successo quindi?
Queste erano le dichiarazioni del colonnello Riccio citate da Travaglio:
«In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Teormina era presente anche l’onorevole Previti»
Queste le dichiarazioni INTEGRALI:
«In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Teormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri».
La parte in bold è stata OMESSA.
Travaglio quindi sì, CITA I FATTI (RIPORTA le dichiarazioni di Riccio)
MA
TAGLIANDOLI (Taormina non era presente al momento "incriminato")
col risultato di
MODIFICARLI, INVENTARLI, DISTORCERLI
da qui la condanna per
DIFFAMAZIONE.
Questo è il metodo Travaglio, del quale farò molti altri esempi.
Come se non bastasse, giudica negativamente l'operato del giudice di primo grado ("speranza che sei occhi in Corte d'appello vedano meglio dei due del giudice monocratico")