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Visto che siamo ormai arrivati a cento pagine mi permetto di aprire un nuovo topic dedicato alle nostre letture.
Inauguro questo nuovo topic con uno dei miei romanzi preferiti: Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle.

Non so quante volte l'abbia letto (ho perso ormai il conto) e ogni volta e' come se fosse la prima, pur conoscendo a menadito la storia e pur sapendo il nome dell'assassino riesco sempre a rimanerne sorpresa.
A mio modesto parere non e' il capolavoro per eccellenza di Conan Doyle (per me lo e' "La Valle della Paura") ma e' senza alcun dubbio il mio preferito in assoluto per quegli elementi gotici (l'antico e cupo castello sperduto nella brughiera, il manoscritto, una maledizione di famiglia, una morte per terrore, strane luci in movimento, ombre mostruose, una bestia infernale) tradizionalmente legati al racconto degli spiriti presenti nella storia e che la rendono ai miei occhi particolarmente affascinante.
Questa volta sir Arthur Conan Doyle si getta a capofitto sul soprannaturale(in cui credeva fervidamente dato che per tutta la vita fu uno studioso appassionato di scienze occulte, fenomeni metapsichici e paranormali) e lo fa meravigliosamente bene, realizzando un'opera suggestiva e terrificante allo stesso tempo e che fa un pò il verso alle opere di Edgar Allan Poe e di Lovercraft.
Una lettura intrigante e fortemente suggestiva che non mi stancherò mai di leggere e che consiglio a tutti, soprattutto agli amanti delle storie di spettri e d'indagine poliziesca.

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Ultima modifica di Vimarna il ven 24 ago 2018, 13:48, modificato 4 volte in totale.

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MessaggioInviato: sab 18 ago 2018, 20:20 
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Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Capolavoro della letteratura inglese e vera e propria celebrazione del culto della bellezza. A tratti sembra quasi un romanzo thriller ma in realtà si tratta dell’analisi psicologica dell’anima tormentata di un uomo che ricerca nella fuggevole esteriorità un senso da dare alla sua esistenza e per questo è pronto a tutto, anche ad azioni riprovevoli.
Un romanzo originale e dissacrante con una morale di fondo che fa riflettere ancora oggi. Per me come ho scritto sopra un capolavoro imprescindibile della letteratura con un finale tra i più belli di sempre.

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MessaggioInviato: dom 19 ago 2018, 19:06 
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L'orrore sotto il tumulo di Howard Philip Lovercraft

Erano anni che non leggevo né rileggevo più nulla di Lovercraft e sono rimasta di nuovo colpita ed estasiata dalla sua immensa bravura.
Un racconto affascinante questo suo “L’orrore sotto il tumulo”, un’interessante e perfetta miscela di horror e fantascienza raccontato con il tipico stile di Lovercraft che per me e' unico nel suo genere e raro da eguagliare.
Ancora una volta Lovecraft riesce a investigare ed entrare nell'animo umano andando a fondo e toccando i più fragili e nascosti pilastri del suo essere.
La paura per lui è il sentimento più antico e più forte dell'animo umano che ogni volta è messo a dura prova dovendo affrontare realtà al di fuori del razionale comune. Come si può sconfiggere la paura per l'ignoto e per ciò che appare così diverso, alterato, terrificante e allo stesso tempo per certi versi affascinante? Forse solo affrontandolo a viso aperto senza porsi limiti, in quanto ci troviamo di fronte a delle realtà irrazionali.
Unico neo se così lo si può definire è rappresentato dal piacere di Lovercraft di dilungarsi un po' troppo sulle descrizioni, senza soffermarsi sull'azione diretta della storia ed escludendo così un po' i dialoghi e i pensieri dei protagonisti ma è un misero difetto che gli si perdona subito non appena entriamo “fisicamente” nella narrazione, viviamo in prima persona l’avventura del protagonista e non appena scendiamo anche noi, con lui, in quell’orribile tumulo.
Non si può resistere al suo sottile modo di raccontare suggestioni e angosce, di forgiare inquietanti episodi soprannaturali, di creare mitologie aliene abominevoli, Lovercraft è unico nel suo genere, è semplicemente un genio.
Mi dispiace solo che, paradossalmente, delle sue opere(cui sono debitori romanzi e film in gran numero) restino ancora pochissime le pellicole chiaramente tratte dai suoi romanzi(e quelle poche in modo chiaramente discutibile).
La mia speranza è che quest’autore venga finalmente rivalutato(lui ed Edgar Allan Poe sono due dei tanti scrittori che farei leggere nelle nostre scuole).

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MessaggioInviato: lun 27 ago 2018, 10:36 
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Mi complimento per il tuo spirito di iniziativa :sisi

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Grazie :)

Lollo purtroppo no (della Christie in cartaceo ho "Dieci piccoli indiani", "le due verita'", "Fermate il boia" e "Aiuto, Poirot!")

Intanto in edicola c'e' questa bella iniziativa, peccato per il costo (io mi posso permettere solo la prima uscita) perché meritano.

http://www.edicolaamica.it/jules-verne-in-edicola/

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Ultima modifica di Vimarna il lun 27 ago 2018, 14:05, modificato 1 volta in totale.

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Il principe e il povero di Mark Twain.

Sarà capitato a tutti noi, almeno una volta nella vita, di desiderare la vita di qualcun altro. Un po’ per invidia, un po’ perché stanchi della nostra attuale, ci sarà capitato almeno una volta di guardare con occhi trasognati la vita di una persona, magari famosa, ed esclamare: “Ah, quanto vorrei essere nei suoi panni!”
Questo simpatico romanzo trae vita proprio da questi spunti, l'insoddisfazione dell'uomo nei confronti di ciò che ha e il suo desiderio di possedere ciò che non ha e il sig.Twain, con il suo solito “sense of humor” che lo contraddistingue, da a tutti noi una lezioncina di vita, ossia che è meglio accontentarsi di ciò che si è e di ciò che si ha perché l’erba del vicino non è quasi mai sempre più verde.
Tom Clancy ed Edoardo VI di Inghilterra sono due bambini completamente identici tra loro. Un giorno si incontrano e decidono per gioco di scambiarsi i ruoli.
Tom diventerà così ciò che ha sempre desiderato, un principe, lui nato in uno dei quartieri più malfamati di Londra e ben presto scoprirà che la vita che tanto agognava non è affatto divertente, che gli obblighi di governare una nazione sono ben più duri di guadagnarsi il pane ogni giorno.
Di contro Edoardo si ritroverà a vivere come un mendicante a stretto contatto con la povera gente e imparerà sulla sua pelle, lui abituato allo sfarzo, cosa significhi essere poveri e lottare ogni giorno per la sopravvivenza.
Ovviamente in tutto ciò c’è un intento moralistico, Twain ci descrive alla perfezione i tempi duri del regno di Inghilterra di metà sedicesimo secolo dove la povertà significava mancanza di tutto, sia materialmente che spiritualmente e la ricchezza significava eccesso di tutto, vizi e ozi senza limiti.
Niente ti viene regalato, tutto viene sudato e guadagnato, spesso per reazione a una situazione insostenibile ed è questo che capiranno nelle loro avventure i due ragazzi, soprattutto il principino, che uscirà migliorato e temprato dall'esperienza della povertà.
Quanto a Tom, anche lui ne uscirà cambiato, diverrà meno sognatore e più saggio ma soprattutto forte dell'essere riuscito a rinunciare al suo sogno (essere un principe) in nome della giustizia e della pura bontà d'animo.
Una lettura piacevole e interessante, adatta sia a divertire che a far riflettere, consigliato soprattutto ai giovanissimi che ne apprezzeranno di sicuro il tono fiabesco.

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MessaggioInviato: lun 3 set 2018, 14:24 
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L'Isola misteriosa di Jules Verne

Verne era davvero bravo a inventare storie e ci sono delle volte in cui mi dispiace davvero per il fatto che sia stato relegato solo a scrittore per l’infanzia quando avrebbe meritato molto di più.
Questo straordinario scrittore sapeva scrivere di avventure straordinarie ma a differenza di Salgari che amava più la natura incontaminata lui si affidava alla sua amata scienza, quell’innato amore per la scienza che gli permise di scrivere di viaggi al centro della Terra o di costruire con la mente un meraviglioso sottomarino.
“L’isola misteriosa” è a mio modesto parere il suo miglior romanzo, terzo e ultimo capitolo della trilogia dedicata al capitano Nemo(gli altri due sono “I figli del capitano Grant” e “Ventimila leghe sotto i mari” da leggere in questo rigoroso ordine).
Protagonisti della storia sono un gruppo di cinque naufraghi americani scappati dalla guerra di Secessione e che si ritrovano, loro malgrado, dispersi durante un naufragio su un’isola dell’oceano Pacifico, un’isola situata nell’emisfero australe e che nessuna mappa ha mai rilevato.
Grazie alla determinazione e all’ intelligenza di uno di loro, l’ingegnere Ciro Smith, i cinque riescono a sopravvivere alla dura vita dell’isola, avvalendosi anche delle tante risorse naturali, sia animali che vegetali, che l’isola dona loro ogni giorno.
Come dei piccoli e novelli Robinson Crusoe si costruiscono una casa, si producono da loro dei vestiti, coltivano ortaggi, allevano animali selvatici, addomesticano persino un orango, Jup, che diviene un loro fedele servitore.
Però non tutto è così rose e fiori come sembra, tanti pericoli sono in agguato dietro ogni angolo, pericoli ai quali riusciranno sempre a scampare grazie all’inspiegabile intervento di un fattore esterno che loro attribuiscono alla Provvidenza.
E’ davvero la Provvidenza? Ciro Smith, il più razionale del gruppo, non ci crede, questi interventi insperati e piovuti dal nulla fanno sempre più balenare nella sua mente che non sono soli sull’isola, che una presenza misteriosa e benefattrice sta tentando di mettersi in contatto con loro.
Potrei trovare milioni di aggettivi per descrivere la bellezza di questo libro, senza dubbio il romanzo più complesso e affascinante di Verne, un’ambientazione selvaggia e bellissima, un alone di mistero che si percepisce dalla prima all’ultima pagina e che accompagna, come una silenziosa ombra, la vita e le avventure dei naufraghi, un finale dolce, struggente e malinconico che conclude al meglio una trilogia che è entrata di diritto nei cuori di tutti coloro che amano i romanzi di avventura.
Un piccolo capolavoro, un tributo a quello che è l’ingegno umano e a quella che è l’infinita sapienza che un uomo può conquistare.
Uno di quei libri che rileggerei all’infinito(ormai ho perso il conto di quante volte l’abbia letto e si che io non sono tipo da rilettura), avventura allo stato puro narrata con passione da colui che l’amava forse più di sé stesso.
Un romanzo purtroppo sottovalutato, relegato a letteratura per l’infanzia quando in realtà dietro c’è molto, molto di più.

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Zanna Bianca di Jack London

E’ l’ennesimo capolavoro di Jack London, una fredda, crudele ma alla fine speranzosa disanima sul mondo umano, analizzato e sviscerato attraverso gli occhi di Zanna Bianca.
Un romanzo ricco di bellezza, di suggestive descrizioni a volte anche molto crude(ho faticato molto a leggere alcune parti, non riesco a sopportare la crudeltà sugli animali), di avventura, di fascino, un libro estremamente toccante e poetico, impregnato di malinconia, di odio e avversione verso una parte dell’umanità, la peggiore ma anche di fedeltà, di devozione, di amore, quell’amore puro e incondizionato che solo gli animali sono in grado di donare all’uomo.
Sullo sfondo l’incanto del gelido Nord, le sue immense foreste, le sue interminabili piste innevate, la sua luce fioca. Quella è la stessa natura dell’uomo, è la stessa natura dell’animale.
Meraviglioso, lo consiglio soprattutto a chi è genitore, fatelo leggere ai vostri ragazzi.

Pollyanna di Eleonor Porter

Un racconto per ragazzi che letto in "tarda eta'' fa sembrare tutto un po' stucchevole (il gioco della felicita' in primis) ma che alla fine insegna come il pensare positivo sia sempre d'aiuto, soprattutto nei momenti piu' bui della vita.
Certo il buonismo a go' go' ti irrita e non poco (alla fine non ne puoi piu' di questa santa bambina che trova gioia pure quando una macchina la travolge in pieno), cosi' come il finale chiuso in fretta e furia ma tutto sommato e' sempre un classico dell'infanzia che si fa leggere con molto piacere.

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Roderick Duddle di Michele Mari.

Michele Mari s’ispira ai romanzi di Charles Dickens e di Robert Stevenson “David Copperfield” e “L’isola del tesoro” e scrive una storia appassionante che richiama le magiche atmosfere dei romanzi d’avventura ottocenteschi.
Quello che ne viene fuori è un ottimo gioco letterario ricco di avventure, viaggi per mare e tutto ciò che concerne il romanzo d’avventura.
Una gioia per l’immaginazione, ti ritrovi immerso in ambienti, suoni, colori di mondi lontani, descritti da una penna colta, arguta, originale e intelligente.
Un bellissimo libro scritto da uno scrittore che ritengo tra i migliori degli ultimi anni. Ringrazio Dave per avermelo fatto conoscere.

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